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... dal Giornale di Vicenza
Sesta edizione per l'importante festival che nel 2003 ha coinvolto oltre 24mila spettatori – Concerti in piazza degli Scacchi, appuntamenti con pellicole che raccontano il sound di artisti senza tempo, stuzzicanti viaggi tra i sapori del mondo – Fra gli ospiti, James Taylor 4tet, Paolo Fresu, Nicola Conte, Ray Mantilla e Rossana Casale -"Special Guest" l'astro nascente Patrizia Laquidara

DALL'11 AL 26 GIUGNO
TORNA "MAROSTICA IN JAZZ"
TRA GRANDE MUSICA,
CINEMA D'AUTORE E CUCINA ETNICA


Sedici giorni tutti da ascoltare, da vedere, da gustare.
E' quanto promette la sesta edizione del festival "Marostica in Jazz", rassegna musicale, cinematografica ed etnogastronomica che dall'11 al 26 giugno 2004 porterà nello storico centro in provincia di Vicenza alcune tra le stelle più brillanti del firmamento jazzistico italiano e internazionale, da James Taylor a Paolo Fresu, da Nicola Conte a Ray Mantilla, da Rossana Casale a Patrizia Laquidara, special guest in un concerto del suo gruppo Hotel Rif.
Organizzata dall'associazione Grania Bacchis e appoggiata in pieno da Comune, Provincia, Regione Veneto oltre che dalla Pro Marostica e dalla locale Associazione Panic Jazz Club, la manifestazione vedrà dunque, in poco più di due settimane, qualcosa come undici concerti, "aperitivi" e "notturni" al Panic praticamente quotidiani, quattro appuntamenti cinematografici, sette serate gastronomiche a tema e due laboratori pomeridiani di cucina etnica.
Prima tappa del festival, il cinema. Quattro le pellicole in programma, tutte nel cortile del "Rivellino" (Biblioteca Civica), tutte con inizio alle 21.30, tutte a ingresso gratuito.

Si comincia venerdì 11 con All that jazz di Bob Fosse, film del 1979 che valse al coreografo, qui nei panni di regista, quattro Premi Oscar e Palma d'Oro al festival di Cannes. La storia è quella di un regista teatrale egoista ed egocentrico, schiavo del proprio lavoro al punto da farsi terra bruciata intorno, allontanando ex moglie e figlia, l'amante fissa e quelle "di turno", fino a morte prematura e solitaria.

Il giorno seguente, sabato 12, sarà invece la volta di The blues – L'anima di un uomo, di Wim Wenders, prima di sette pellicole prodotte da Martin Scorsese nell'ambito di un ciclo dedicato al blues. Diretto nel 2002, il film – uscito all'indomani del successo di Buena Vista Social Club – segue le tracce del blues dall'Africa al delta del Mississippi e si sofferma sulla vita di tre suoi grandi (e sfortunati) protagonisti. Skip James, Blind Willie Johnson e J.B. Lenoir, affidando a una serie di artisti (tra i quali Lou Reed) la riproposta dei loro pezzi più celebri.

Domenica 13, appuntamento invece con un Woody Allen dall'altra parte della macchina da presa. Il regista newyorkese è infatti seguito dalla regista Barbara Kopple nel corso di una sua tournée europea come clarinettista nel 1997: ne emerge un Allen molto simile ai personaggi dei suoi film, pieno di nevrosi (a Venezia è convinto che il gondoliere lo voglia sgozzare e a Roma sibila contro un Vincenzo Mollica-presentatore logorroico) ma letteralmente innamorato della musica.

Un salto a ritroso nel tempo lunedì 14 per l'ultimo spettacolo della rassegna, il delizioso Cappello a cilindro, pellicola del 1935 diretta da Mark Sandrich, con la coppia d'oro del cinema musicale americano dell'epoca, Ginger Rogers e Fred Astaire, nonché con una bella colonna sonora firmata da Irving Berlin. La storia è quella di un ballerino (Fred) che, giunto a Venezia con il suo impresario, corteggia una giovane (Ginger) la quale, convinta che l'uomo sia solo un bellimbusto e per giunta sposato, si sposaa sua volta con un tenore italiano: ma alla fine, naturalmente, tutto si chiarirà e l'amore, come da copione, rimetterà ordine tra le coppie.

Ma lunedì 14 prenderà il via anche la sezione dedicata alla cucina. Cucina etnica, naturalmente: crocevia saporito e stuzzicante di genti e culture diverse, di tradizioni ed esperienze colte in ogni parte del mondo, fatte proprie e sublimate come preziosi ingredienti di una grande ricetta in continua evoluzione. Patrimonio di tutti: proprio come il jazz.
Quest'anno la sezione "etnofood" del festival seguirà in particolare due strade, la prima dedicata a chi ama... gustare i risultati, la seconda riservata a chi invece ama mettersi alla prova tra i fornelli in prima persona.

Lunedì 14, dunque, primo appuntamento. Titolo della serata, Pizza, jazz & wine, di scena a partire dalle 20.30 al Ristorante Pizzeria "Fiamma" di Breganze, in via Costa, 63 (ingresso 20 euro). Originale la proposta: tradurre in... pizza (e con il giusto accompagnamento di vini) quattro grandi del jazz come Duke Ellington, Charlie Parker, John Coltrane e Miles Davis. Il tutto con l'accompagnamento musicale degli Hotel Rif e di Patrizia Laquidara, astro nascente della musica italiana e internazionale, special guest della serata.

Martedì 15, invece, farà il suo ingresso al festival l'ospite d'onore della sezione etnofood: lo Chef Kumalè, al secolo Vittorio Castellani, piemontese, tra i maggiori esperti internazionali di cucina multietnica. Martedì inizierà il viaggio gastronomico al suo fianco: partenza dal Ristorante al Pozzo di Mason Vicentino, in via Chiesa 10 (costo 40 euro), e prima tappa tra i sapori della cucina cajun, tipica delle campagne della Louisiana, arricchita dalle spiegazioni e dalle immagini preparate per l'occasione da Chef Kumalè, oltre che da un appropriato sottofondo musicale.

Mercoledì 16, invece, doppio appuntamento. Per chi – come si diceva – vuole mettersi alla prova, laboratorio di cucina egiziana con Chef Kumalè alle 17 a la Ciacola di Breganze, in via Marconi 9, (costo 20 euro, posti limitati). Per chi, invece, preferisce lasciar fare agli esperti, appuntamento alle 20.30 al Ristorante Sotoportego Due Mori di marostica, in corso Mazzini 75, (costo della serata 45 euro): tema della cena – anch'essa accompagnata dalle spiegazioni di Chef Kumalè – sapori, suoni e immagini dalla Tunisia.

Doppio appuntamento anche il giorno dopo, giovedì 17. Alle 17, al Panic Jazz Club di Marostica, in piazza Castello 42, (costo 20 euro, posti limitati), laboratorio per appassionati con Chef Kumalè alla scoperta delle radici africane nella cucina cajun del Mississippi. La sera invece, cena giapponese all'Hotel Ristorante Villa Palma di Casoni di Mussolente, in via Chemin Palma, 30 (costo 50 euro), coninizio alle 20.30: come sempre, sapori, parole e musica firmati da Chef Kumalè.

Per gli appassionati di musica, poi, la serata proseguirà al Panic, a partire dalle 22, con il "Quarteto acustico de musica brasileira" composto dalla cantante Dilene Ferraz, dai chitarristi Claudio Tuma e Sergio Lavia e dal percussionista Randy Abbaticola. Ingresso, 10 euro.

A partire da venerdì 18, invece, e per le tre serate del weekend, cucina e musica si uniranno sotto le stelle di Piazza degli Scacchi, nel cuore di Marostica.
Venerdì si comincerà alla grande, con il sapore forte della cucina cajun chiamato a fondersi con il ritmo incalzante e potente di una super-band di ottanta percussionisti nata anch'essa da una fusione: quella tra Brasil Bandao, Mitoka Samba, Bloko Maranhao e Arcoiris, insieme per aprire in bellezza i concerti di "Marostica in Jazz 2004", tutti gratuiti, tutti in Piazza degli Scacchi e tutti realizzati con la collaborazione dell'associazione Slow Food Alto Vicentino e del Panic Jazz Club. Concerto a partire dalle 22, accompagnamento etnogastronomico cajun dalle 20.

Sabato 19, ancora un grande appuntamento. Di scena sarà infatti il James Taylor 4tet, nome di spicco del jazz internazionale, originale nella sua proposta musicale che attinge anche dal funk, dal pop e dal soul d'Oltremanica. Alle spalle successi mondiali (come The theme from Starsky and Hutch) e collaborazioni importanti, James Taylor (con il suo amato organo hammond) e band si presenteranno a Marostica nella loro ritrovata veste più squisitamente jazz. Anche in questo caso, concerto a partire dalle 22 e accompagnamento etnogastronomico cajun dalle 20.

Domenica 20, appassionati di chitarra elettrica a raccolta per il concerto di Tolo Marton e dei Lostiguana (Max e Marco Michieletto, rispettivamente alla chitarra e alla batteria, maurizio Feraco al basso). Grande performer dal vivo, artista aperto alle più diverse esperienze, dalla musica classica (con il violoncellista Mario Brunello) al teatro (con Marco Paolini), Marton si è guadagnato un posto in prima fila nella musica di ispirazione anglo-americana. Il suo nome ha fatto il giro del mondo, ha suonato con artisti come Jack Bruce e Ginger Baker dei Cream, Ian Paice e Don Airey dei Deep Purple. Come sempre, concerto a partire dalle 22, accompagnamento etnogastronomico cajun dalle 20.

I concerti proseguiranno nel corso della settimana. E saranno ancora grandi appuntamenti e grandi nomi. Lunedì 21, Paolo Fresu 5tet. Tra i jazzisti italiani più celebri e apprezzati in Italia e all'estero, Fresu sarà a Marostica con Tino Tracanna al sax, Roberto Cipelli al pianoforte, Attilio Zacchi al contrabbasso ed Ettore Fioravanti alla batteria. Insieme dal 1984, in vent'anni di musica Fresu e gli altri ottimi artisti impegnati con lui sul palcoscenico hanno scritto pagine importanti della musica jazz, ricambiati da un pubblico appassionato e attento sia alle loro performances dal vivo sempre di grande livello, sia alle ottime uscite discografiche, al top nelle classifiche del settore (tra parentesi, i primi vent'anni di attività si festeggeranno anche con una serie di CD per la celebre etichetta Blue Note).

Dopo Paolo Fresu, martedì 22, doppio appuntamento. Alle 22, in piazza, concerto (gratuito) del Summertime Gospel Choir, acclamato gruppo vocale che dall'originaria Padova ha ormai fatto il giro del mondo. Lo siè visto e applaudito in grandi occasioni, prima fra tutte - e più volte - il concerto di Natale in Vaticano o ancora il Giubileo dei Giovani, sempre a Roma, al fianco di Miriam Makeba. In attività dal 1991, i quaranta artisti del Summertime Gospel Choir sono da ascoltare e da vedere, capaci di infondere ad ogni brano tutta la sua originaria carica vitale e la più profonda suggestione, grazie a un'interpretazione tanto sapiente quanto autenticamente "sentita" e a una coinvolgente presentazione scenica. Lo stesso giorno, ma dalle 23.30, al Panic Jazz Club, omaggio a Dizzie Gillespie attraverso la voce esperta e calda di Lilian Terry. Al suo fianco, marcello Tonolo al piano, Michele Polga al sax, Roberto Caon al contrabbasso, Davie Ragazzoni alla batteria. Ingresso gratuito.

Mercoledì 23, di nuovo in piazza per il concerto di cinque jazzisti decisamente di casa a Marostica e al Panic in particolare: Ben Riley alla batteria, Hal Singer e Red Holloway al sax, Wayne Dockery al contrabbasso e Massimo Faraò al piano. Tutti provenienti da esperienze diverse, tutti capaci di dare il proprio tocco personale all'insieme ma al tempo stesso di fondersi perfettamente nell'esecuzione dal vivo, i cinque artisti proporranno al pubblico del festival il loro modo di fare jazz, ben "oliato" da anni di performances e di passione.

Giovedì 24, il gradito ritorno nel Vicentino di Rossana Casale, nota al grande pubblico per la sua carriera nell'ambito della musica leggera, ma amata eapplaudita anche da quello del jazz. In entrambi i casi, Rossana casale si distingue per la sua raffinatezza tanto nell'esecuzione quanto nella scelta stessa del repertorio, che la vede prediligere autori e brani non solo adatti alla sua voce tanto particolare, ma anche (e si sente) "significativi" per lei e per il suo percorso di donna e di artista. A Marostica, Rossana Casale approderà con il suo ultimo tour, Billie Holiday in me, stesso titolo del CD dedicato alla celebre e tormentata artista. Con la casale sul palcoscenico i musicisti-amici Luciano Milanese al contrabbasso, Claudio Capurro al sax alto, Carlo Milanese all a batteria, Fulvio Chiara alla tromba e Luigi Bonafede al pianoforte. Inizio alle 22.

Venerdì 25, ancora un nome di spicco nel panorama jazzistico internazionale: Ray Mantilla, percussionista esuberante, grande e istrionico nelle esibizioni dal vivo, con un posto speciale a lui riservato nel cuore degli amanti di questo genere musicale per le coinvolgenti performances al fianco delle diverse formazioni della sua Space Station, da quelle americane a quella europea, a quella italiana, fino alla più recente Jazz Tribe. In Piazza degli Scacchi, in particolare, Mantilla racconterà in musica Cal Tjader e Tito Puente, affiancato dal vibrafonista Mike Freeman, dal pianista Eddy Martinez, dal batterista Bill Elder, dal bassista Cucho Martinez e da Bob Franceschini al sax tenore. Inizio alle 22.

Gran finale sabato 26, con un artista che sembra lanciare un ponte tra il jazz e le sue nuove frontiere, tutte da inventare. A Marostica sarà infatti di scena Nicola Conte, nato come dj e oggi considerato molto più che una promessa in ambito jazzistico. Un jazz molto particolare, il suo, proprio come tutte le sue proposte musicali, che fondono esperienze e stimoli diversi, in una versione attuale e in continua evoluzione di quello che il jazz, in definitiva, è: interpretazione, invenzione, fusione. Consacrato dalla Blue Note, etichetta cult del settore, Conte è un mix anche come artista, in costante movimento tra i ruoli di autore, di interprete, di produttore (per Rosalia de Souza, ad esempio). Accanto a Conte, impegnato alle chitarre e alle samples, al concerto conclusivo di "Marostica in Jazz 2004" saranno Fabrizio Bosso alla tromba, Daniele Scannapieco al sax tenore, Luca Mannutza al piano, Pietro Ciancaglini al basso, Lorenzo Tucci alle percussioni e Lucia Minetti come voce.
Anche per Conte, inizio alle 22 e ingresso gratuito.

Va infine segnalato che per tutta la durata del festival i locali del centro di Marostica in Piazza degli Scacchi ospiteranno "Spritz session jazz + ospiti", dalle 12.15 alle 14, con Ruggero Robin alla chitarra, Stefano Lionello al contrabbasso ed Eros Pilotto alla batteria. Da lunedì 21 a sabato 26 giugno, invece, appuntamento notturno al Panic, alle 24, con Massimo Faraò, Wayne Dockery e Ben Riley.

L'appuntamento, allora, è a Marostica, dall'11 al 26 giugno.
E se volete, fate quattro passi anche nel sito del festival, all'indirizzo www.marosticainjazz.com.


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